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Come per tutti i prodotti anche per il pellet da riscaldamento esiste una lista infinita di varianti dello stesso prodotto che varia da produttore a produttore. Ma quali caratteristiche deve avere il pellet per essere sicuri di avere un prodotto di qualita’?

 

La purezza del prodotto è uno dei requisiti principali: è una delle cose principali di cui tener conto quando si sceglie un sacco di pellet. Questo perchè piu’ “puro” e’ il pellet che utilizzeremo piu’ la caldaia o la stufa a pellet renderanno e minore sara’ la manutenzione che dovremo fare.

 

Di norma la confezione dei sacchi di pellet deve riportare sia l’indirizzo dell’importatore/produttore, sia alcune caratteristiche minime che permettono di identificare il prodotto e cioe’:

 


     

  • La percentuale di residuo ceneri (da prove di laboratorio). Un elevato contenuto di ceneri residuali post combustione crea problemi di gestione delle stufe, si riflette sul contenuto di polveri nei fumi e puo’ anche evidenziare la presenza nel pellet di biomassa non combustibile.Un esempio tipico e’ l’utilizzo di carta, cartone, argilla o altre cose che non provengono da “legno vergine”. Se sulla confezione e’ indicato “origine vegetale”…. e’ meglio evitare perche’ non si sa esattamente di cosa si tratti e che impatto abbia nella combustione.

 

  • La superficie del pellet deve essere liscia e lucida (che dimostra l’elevata compressione durante la fabbricazione). Le dimensioni del pellet  sono un fattore spesso trascurato ma sono molto importanti perché determinano la quantità del pellet che cade nel braciere e ovviamente piu’ regolari sono piu’ sara’ improbabile un intasamento della stufa o caldaia.

 

  • Il contenuto di cloro, azoto e zolfo indicano la qualita’  della materia prima. Un elevato contenuto potrebbe indicare la presenza di colla, corteccia, plastica o additivi non permessi o conservati chimici che non vogliamo che ci siano. Come riferimento possiamo dire che  la quantità di zolfo deve essere inferiore allo 0,08%, di cloro inferiore allo 0,03% e di azoto inferiore allo 0,30%. Ovviamente piu’ bassi sono questi valori meglio sara’.

 

  • Il potere calorifico, espresso in MJ/kg o in kcal/kg o kWh/kg. Questo indica le proprieta’ termiche del pellet e cioe’ quanta energia verra’ “sprigionata” una volta combusto. Il range varia solitamente da 4.6 a 5.5 e quindi  un valore che si discosta notevolmente da tale range puo’ indicare la presenza di altri materiali.

 

  • Umidita’ del pellet: come per la legna piu’ bassa e’ meglio e’. Infatti vogliamo scaldare l’ambiente e non l’acqua presente nel pellet che sara’ poi espulsa sotto forma di vapore.

 

  • Alcuni pellet che utilizzano legni duri come faggio o rovere possono avere una percentuale di altre essenze al loro interno: questo perche’ avendo poca lignite non resterebbero compatti e, per evitare l’uso di colle e additivi, l’unica strada e’ usare legni di conifere che hanno un maggior apporto legante.

 


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