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Quando comperiamo un sacco di pellet da 15kg al supermercato, da un rivenditore locale, da un rivenditore online o tramite un distributore vi troviamo nel 90% dei casi dei simboli di certificazione che dovrebbero farci stare tranquilli. Usiamo il condizionale perche’  non e’ sempre cosi’.

 

Scorrendo la lista nera che troviamo sul sito dell’ente certificatore EN plus troviamo molte aziende che utilizzano il Marchio EN plus impropriamente.

 

In generale la “frode” si manifesta in 5 categorie distinte:

 

1)Utilizzo del marchio impropriamente senza averne titolo; l’azienda o il prodotto non e’ conosciuto dall’ente certificatore e utilizza impropiamente il logo sui sacchetti di distribuzione. Si tratta di una vera frode in commercio perche’ si vende un prodotto propagandando delle caratteristiche che non ha.

 


 

2)Utilizzo del marchio su prodotti non certificati: l’azienda e’ conosciuta all’ente certificatore che ha certificato alcuni prodotti dell’azienda ma non altri. Il produttore tuttavia utilizza indebitamente il marchio anche sui prodotti non soggetti ad analisi.

 

3)Utilizzo del marchio senza esplicitamente citare la certificazione; e’ la piu’ insidiosa. Si trovano infatti diciture tipo: “conforme alla DIN-Plus” o “con caratteristiche come da DIN-Plus” o “paragonabile a DIN-Plus” o “qualità DIN Plus”…e tutte le varianti che possono venire in mente. Riteniamo che sia il tipo di frode piu’ difficile da individuare per il consumatore medio perche’ si gioca sulle parole. Dire che e’ una cosa e’ “simile o migliore di” qualche altra cosa ha senso solo se lo puoi provare con un ente terzo che lo certifica altrimenti non ha assolutamente nessun significato.

 

4)Uso del marchio la cui certificazione e’ rilasciata pero’ ad un’altra ditta; L’ente rilascia la certificazione al produttore A. B utilizza il marchio mettendo i dati del produttore A sui suoi prodotti. Se il consumatore finale controlla la validita’ del certificato vedra’ che tutto va bene e magari non si accorgera’ che i dati del produttore differiscono da quelli riportati in etichetta.

 

5)Un marchio graficamente diverso da quello ufficiale; in questo caso e’ palese che il prodotto e’ un prodotto non conforme.

 

6)Il produttore aveva un prodotto certificato ma poi la certificazione e’ stata ritirata (per prodotto non conforme); in molti casi il produttore continua a vendere il prodotto anche dopo il ritiro della certificazione.

 

Questa cosa ricorda molto la questione del marchio CE falsificato che veniva “confuso” con il C E che stava ad indicare il China Export sui cui migliaia di produttori cinesi hanno giocato per anni.

 

Quindi quando si acquista (o si vuole acquistare) del pellet occorre verificare che il logo sia quello corretto, che riporti i dati del produttore (solitamente una sigla con le prime due lettere che indicano il paese di produzione come per esempio IT per il pellet prodotto in italia), che il produttore sia presente sul sito del certificatore (e’ un numero progressivo che viene assegnato dall’ente ad ogni produttore), che l’indirizzo e i dati anagrafici siano gli stessi che ci sono riportati in etichetta e che la certificazione non sia scaduta o stata ritirata.


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